venerdì 12 gennaio 2018

Con un trucco contabile, e trasferimenti, le università non virtuose (Lecce e Cassino?) si svuotano, risanano e ridiventano "virtuose"?



Il collega ItalianEngineer "Renzo Rosso" di PoliMI lamentava sul SecoloXIX vedi qua che non ci sono più i trasferimenti.  Si sbagliava! La legge italiana rende trasferibile e quindi Virtuoso un docente, conteso da tutte le Università italiane, non perchè è bravo, ma perchè viene da una Università NON Virtuosa!

Si avete sentito bene, il paradosso è questo, SOLO un qualunque docente di Università NON Virtuosa ha uno status privilegiato, e diventa per questo "Virtuoso".  Forse le Università che lo accolgono fanno una scelta e verificano se è virtuoso, ma siccome costa zero, perchè andare per il sottile?

Le università che sono in "tensione finanziaria", una volta si diceva "non virtuose" (e mi risulta siano Lecce (ma vedasi commento di un collega sotto) e Cassino (e qui mi sento più sicuro)), potrebbero svuotarsi progressivamente (probabilmente semplicemente dei docenti di altra sede), almeno fino a riportarsi a situazione "positiva" (ossia sotto 80% di quota stipendi), e ridiventare virtuose.   Ma se ci fossero molti intenzionati a trasferirsi (dato che stiamo parlando di Lecce e Cassino che in buona parte sono state anche "colonizzate" da fuori provincia), allora potrebbe anche crearsi una situazione pericolosa, con un transitorio in cui non si riesce a garantire tutti i corsi di laurea, che andrebbero chiusi, in una spirale dagli esiti non chiari.

Anzi, i docenti di queste sedi hanno un'occasione UNICA per andarsene, visto che chi li assume, recupera interamente il loro costo!

Questo va:-

0) a vantaggio dei docenti fuori sede delle Università Non Virtuose, che in questo hanno un vantaggio rispetto ad analoghi docenti di Università Virtuose;  la discriminazione paradossale di cui sopra;

1) a vantaggio delle grandi Università Virtuose che non hanno questo problema e si possono scegliere dei docenti da assumere "gratis"; questo almeno mi pare sensato, se ammettiamo il significato di virtuosità;  molto meno, se consideriamo che virtuosità è stato da tempo declinato a favore delle grandi Università del Nord che si è deciso di rinforzare per "fare massa critica".

2) forse a vantaggio anche delle Università non Virtuose che risolvono la loro situazione rapidamente:  si svuotano!    Sembrerebbe paradossale ma questo ce lo fa intuire che l'emendamento sia stato proposto da un parlamentare dell'area di Cassino (Pilozzi).  Infatti, svuotandosi, si torna in condizioni finanziarie vantaggiose (sotto 80% del monte stipendi) ossia Virtuosi, ed si può ottenere per il futuro più posti da Professore visto che l'indicatore oltre all'80% blocca l'assegnazione al 50% del turnover.
Quindi se perdo X professori oggi, però scendo sotto 80%, il turn-over si sblocca al 100%.   Per capire il vantaggio occorrerebbe sapere quanti sono i docenti che devono andare in pensione.   Se sono molti (per es. 10X), allora si crea un vantaggio netto passando di 5X posti di turnover a fronte della perdita di X docenti: un vantaggio netto di 4X docenti.    Se, come è probabile, il limite del 80% è superato di poco, si tratta di una convenienza nettissima, che infatti i Rettori avranno persino forse suggerito al parlamentare (almeno Cassino).   Tuttavia, c'è il rischio che il "trucco" infilato in Finanziaria perda il controllo, se molti decidessero di sfruttare questa finestra.

3) alla fine tutto ridiventa "virtuoso", ma fa parte dei giochi complessi dell'assegnazione dei fondi all'università che non ci sia stato un intervento a copertura della manovra, perchè in realtà questo NON crea dei punti organico, ma solo sblocca il turnover in alcune Università, senza incrementare FFO.   Se fosse stato fatto anni fa, quando le Università non Virtuose erano molte, avrebbe creato un chaos, invalidando l'idea politica di diminuire la spesa in FFO.   In fondo, è un piccolo ritocco alla riduzione globale di FFO, salvando in corner le università che per ultime non sono riuscite a risanarsi. 

4) naturalmente, a regime tutti diventiamo "Virtuosi", fino a nuova definizione di "Virtuoso", ad oggi sconosciuta, e che verrà decisa a posteriori un giorno Y non noto oggi.   E' probabile che questa nuova definizione rifaccia rinascere il gap tra le Università in cui da tempo si è deciso di concentrare le risorse.

Se questa manovra viene anche ripetuta, è un pò la ciliegina sulla torta di chi pensava che veramente nel 2001 quando si cominciò a parlare di Università Virtuose, si volesse fare sul serio!

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Di conseguenza, dobbiamo concludere che "sano" finanziariamente, per la Legge Finanziaria 2018, vuol dire che i docenti (che siano virtuosi o meno) devono essere riallocati nelle università "virtuose"!

La gara dei trasferimenti è ora ufficialmente aperta.

saluti, MC

Da Giuseppe Patisso: A Lecce siamo sotto l'80% e quest'anno abbiamo avuto un incremento di iscrizioni del 10%.   Non ho un riferimento preciso. Solo un colloquio l'altro giorno col Direttore Generale e il Rettore che vedo spesso in quanto delegato all'orientamento e al tutorato.



Dal Testo definitivo della Legge di Bilancio 2018 (Legge 205/2017) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 302 del 29 dicembre 2017.
https://www.informazionefiscale.it/legge-di-bilancio-2018-testo-ufficiale-definitivo

a pag. – 127 –

672. Entro il 31 dicembre 2018, le università con un valore dell’indicatore delle spese di personale inferiore all’80 per cento possono attivare le procedure di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, per la chiamata nel ruolo di professore di prima o di seconda fascia o di
ricercatore a tempo indeterminato, riservate a personale già in servizio presso altre università, che si trovano in una situazione di significativa e conclamata tensione finanziaria, deliberata dagli organi competenti e con un valore dell’indicatore delle spese di personale pari o superiore all’80 per cento. A tal fine, le facoltà assunzionali derivanti dalla cessazione del suddetto personale presso l’università di provenienza sono assegnate all'Università che dispone la chiamata.



Nota del 14/01/2018. Da diverso tempo circolava un'idea, forse del fondatore del Politecnico di BARI, prof. Umberto Ruggiero, di fondare il Politecnico delle Puglie. L'idea è stata successivamente riproposta ma forse si è arenata per veti incrociati...., ma ora forse si può fare trasferendo l'intera Facoltà di Ingegneria di Lecce, al Politecnico di BARI!  e PoliBA magari apre sede a Lecce!

2 commenti:

  1. Mi lamentavo della scomparsa dei trasferimenti (in promozione di carriera, come avviene in tutto il mondo) di tipo virtuoso. Non per i cascami marginali nascosti tra le pieghe di normative da abolire (Leggi Berlinguer, Moratti e Gelmini). Da molti anni (assieme a Piero Villaggio) lamento questo vulnus tremendo, forse per il ricordo della mia carriera svoltasi tra Cnr, Unical, UniFi, UniGe, Polimi (contando solo i posti di ruolo a tempo indeterminato, senza contare altre esperienze). E forse sbaglio. (RR)

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  2. Caro Renzo, attento però che dai cascami "marginali" potrebbe partire la sparizione di intere Università, se molti docenti se ne vanno in un anno!

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