mercoledì 1 marzo 2017

Sant'Anna di Pisa e Politecnico di Bari puntano a Industria 4.0 e anche 5.0!

Mentre si parla di creare dei competence center in Industry 4.0 (la legge di stabilità ha disposto un finanziamento di 20 milioni per il 2017 e di 10 milioni per il 2018 per i centri di competenza (competence center) ad alta specializzazione nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0, demandando ad un decreto ministeriale le modalità attuative della misura, si veda qua), il prof. Paolo Dario del Santanna di Pisa intanto si propone come più avanti di tutti, suggerendo che il Santanna in realtà stia lavorando su Industria5.0, qua.   Estraggo un solo pezzo «la nostra vision non è solo industria 4.0, ma anche quella di avere una roadmap», per una via italiana a Industria 4.0 che vada oltre, e sia proiettata verso industria 5.0. Perché se no, «industria 4.0 è un inseguimento, e a me non piacciono gli inseguimenti. Noi vogliamo essere leader: non "me too", ma "me first". 

Allo stesso tempo, vedasi qua, il Politecnico di BARI punta su aerospazio, additive manufacturing, Iot, industria delle costruzioni come competence center Industria 4.0, ma la sfida fondamentale è su competenze che coniugano tecnologia e gestione. La proposta del Rettore Di Sciascio: bandi regionali per aiutare le imprese agli investimenti 4.0.

domenica 26 febbraio 2017

PoliMI innesca dibattito sui corsi solo in inglese, ma quale è il panorama mondiale?

Ha fatto molto rumore l'approvazione del Senato Accademico del Politecnico di Milano di obbligare l'insegnamento dei corsi di laurea magistrale in inglese, in base ad un articolo della Legge Gelmini che funziona nell'ottica di incentivare l'internazionalizzaizone. A questa decisione alcuni docenti hanno fatto appello al TAR, e si è giunti fino alla Corte Costituzionale, che si è espressa pochi giorni fa, ribadendo la centralità della lingua italiana nell'insegnamento in Italia, probabilmente criticando la possibilità di escluderla completamente dall'insegnamento. Su questo si esprimerà il Consiglio di Stato.

Tuttavia, esiste la problematica per uno studente straniero (EU o non-EU) che voglia scegliere di venire in Italia, sicuramente lo farà seguendo certi criteri:-
1) tasse (o prestiti d'onore, etc)
2) costo della vita o servizi offerti agli studenti (alloggi, sport, offerte culturali)
3) lingua insegnamento 
4) prestigio dell'università vd rankings

Sul tema, segnalo questo link, che effettivamente riporta molta offerta formativa in inglese in varie nazioni non di lingua madre inglese (specie del nord Europa, Finlandia, Olanda, etc), a volte non in modo esclusivo (si veda il caso di EPFL in Svizzera). Persino la prestigiosa Ecole Polytechnique in Francia ha un corso di master e un nuovo corso bachelor interamente in inglese (ma rimane il corso standard in Francese), mentre la maggior parte delle Università tedesche e austriache, pure parecchio "internazionalizzate", rimangono fedeli al tedesco. Ma le top come ETH a Zurigo hanno una soluzione molto simile a quanto proposto a Milano. "Zurich undergraduate level courses are taught in German or English and graduate level courses are taught in English".

Come giustamente fa notare l'articolo, la maggior parte dei paesi che sono english-native, UK, US, Canada, Ireland, Australia, New Zealand, South Africa, sono destinazioni popolari ma spesso costose, quindi si sta creando un mercato sul fronte meno costoso, e questo sta muovendo notevoli masse di studenti. Il Politecnico di Bari, nel suo piccolo, ha recentemente abolito le tasse universitarie per gli studenti non-Eu meritevoli. 

Un interessante commento critico, proprio da un top engineer del PoliMI, lo trovate qua.

venerdì 24 febbraio 2017

Bertoldi's group on the cover of PRL for "Buckling-Induced Kirigami"

 
Buckling-Induced Kirigami
They investigate the mechanical response of thin sheets perforated with a square array of mutually orthogonal cuts, which leaves a network of squares connected by small ligaments. Their combined analytical, experimental and numerical results indicate that under uniaxial tension the ligaments buckle out of plane, inducing the formation of 3D patterns whose morphology is controlled by the load direction. They also find that by largely stretching the buckled perforated sheets, plastic strains develop in the ligaments. This gives rise to the formation of kirigami sheets comprising periodic distribution of cuts and permanent folds. As such, the proposed buckling-induced pop-up strategy points to a simple route for manufacturing complex morphable structures out of flat perforated sheets.
Read the article: Phys. Rev. Lett. 118, 084301New pop-up strategy inspired by cuts, not folds [Harvard SEAS News]
See video here.

mercoledì 22 febbraio 2017

Bracci robotici e trabucchi elastici, l'ingegneria moderna incontra Leonardo da Vinci e l'Università di Trento finisce in prima pagina


See here. And here.

C. Armanini, F. Dal Corso, D. Misseroni, D. Bigoni
From the elastica compass to the elastica catapult:
an essay on the mechanics of soft robot arm
 [Open Access] 
Proceedings of the Royal Society A, 2017, 20160870.



È stata proprio la foto del prototipo realizzato dal gruppo di ricerca ERC Instabilities sovrapposto al disegno di Leonardo della sua catapulta elastica a guadagnarsi la copertina della prestigiosa rivista britannica. Si tratta di un nuovo riconoscimento per il gruppo di ricerca coordinato da Davide Bigoni: la quarta copertina in 18 mesi sulla stessa testata scientifica.

Il sole24 ore, nella gara internazionale restiamo lontani dalle prime file: ma come top engineers siamo 80% in italia!


Ilsole24ore di oggi, cita dati interessanti:  Molti bravi, ma pochi eccellenti. I ricercatori italiani appaiono così quando si allarga lo sguardo all’orizzonte internazionale. In questo panorama la produzione scientifica delle nostre università ottiene risultati migliori della media mondiale, obiettivo ovviamente irrinunciabile per un Paese del G7, ma lontani dalle performance dei migliori.

Ma come 100 ingegneri italiani più citati, la maggior parte di noi sono in effetti al lavoro in Italia..... In particolare

Italy: 90
USA: 15
France: 5
Switzerland: 4
Germany: 2
Canada: 2
Norway:1

Il totale 119 è maggiore di 113 perchè alcuni hanno doppia affiliazione.  Quindi in Italia vi è 90/113= l'80% degli ingegneri italiani più citati al mondo.....

Allargando a tutte le scienze dure per le quali vale la classifica di Via-Academy, la percentuale non varia:  al momento ci sono 4114 Top Italian Scientists di cui 3347 in Italia, quindi circa 81%.  Non male considerate le condizioni in cui mediamente si opera in Italia (a parte le isole felici dove c'è persino eccesso di finanziamento)...

Naturalmente, come mi ha fatto osservare Giangiacomo Minak, solo avendo il dato di quanti ingegneri italiani lavorano all'estero (più o meno del 20% del totale?), potremmo dire se c'è o meno fuga di cervelli. Ma se incrociamo con i dati dei laureati che fuggono all'estero, qua, forse potremmo capire meglio.

Tuttavia, se prendiamo il top del top, per es. i primi 10 della lista dei top engineers, vediamo che le percentuali cambiano: in quel caso solo il 50% dei top italiani lavorano in Italia.....  Tornando alle scienze varie, prendendo il 10% top, abbiamo risultati diversi in vari campi. Tuttavia mi pare significativo solo engineering e computer science.

Biomedical Sciences: 95/144 = 65% ; 1224/1448 = 84%
Clinical Sciences: 47/64 = 73% ; 574/644 = 89%
Physics: 27/43 = 62% ; 303/435 = 69%
Experimental HEP & Astrophysics: 25/35 = 71% ; 295/351 = 84%
Chemistry: 23/27 = 85% ; 255/279 = 91%
Neurosciences & Psychology: 11/23 = 47% ; 166/230 = 72%
Computer Sciences: 6/19 = 31% ; 128/193 = 66%
Natural & Environmental  Sciences: 8/13 = 61% ; 114/139 = 82%
Engineering: 6/11 = 54% ; 88/113 = 77%
Material & Nano Sciences: 4/6 = 66% ; 44/66 = 66%
Mathematics: 3/5 = 60% ; 40/54 = 74%
Business Sciences: 1/5 = 20% ; 27/52 = 51%
Humanities: 0/1 = 0% ; 4/10 = 40%
Social Sciences: 1/1 = 100% ; 7/10 = 70%

venerdì 17 febbraio 2017

Mathematics and Mechanics of Complex Systems research center --- by Angelo Luongo

M&MoCS

International Research Center on 

Mathematics and Mechanics of Complex Systems

University of L'Aquila


Il Centro Internazionale di Ricerca per la Matematica e la Meccanica dei Sistemi Complessi (M&MoCS, http://memocs.univaq.it, istituito dall’Università degli Studi dell’Aquila nel 2010, è stato fondato per sviluppare e disseminare la conoscenza scientifica nei campi della matematica e della meccanica dei solidi e dei fluidi. Afferiscono al centro più di duecento ricercatori appartenenti a prestigiose Università o enti di ricerca, sia in Italia sia all’estero.

L’attuale Direttore del Centro è il  Francesco dell’Isola, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” (attualmente in servizio presso l’Università degli Studi dell’Aquila). Il suo predecessore e co-fondatore è Angelo Luongo, ordinario di Scienza delle Costruzioni presso l’Università degli Studi dell’Aquila.

Il Centro persegue la sua missione (a) conducendo e coordinando attività di ricerca, (b) promuovendo iniziative a favore dell’interazione tra i ricercatori in Matematica e quelli in Meccanica, (c) supportando e organizzando attività a carattere educativo, come corsi per studenti di lauree triennali, magistrali e dottorato, (d) incoraggiando la diffusione delle novità scientifiche nella matematica e meccanica dei sistemi complessi attraverso pubblicazioni, conferenze, seminari e workshop. Il Centro svolge inoltre attività di consulenza esterna.

Il Centro M&MoCS ha fondato l’omonima rivista http://msp.org/memocs/about/journal/about.html che è indicizzata nei principali database (tra cui Scopus). La rivista MEMOCS è peer-reviewed e gratuita, sia per gli autori che per i lettori. Coerentemente con la missione del Centro, la rivista pubblica principalmente articoli che trattino di Meccanica e che si fondino sullo sviluppo o l’applicazione di metodi matematici rigorosi.

Recentemente, il Centro M&MoCS ha fondato il “Laboratoire International Associé Coss&Vitahttp://www.memocsevents.eu/wordpress/cossevita/ uno dei tre laboratori italiani, insieme a quelli del Politecnico di Torino e della Scuola Normale Superiore di Pisa, nella rete CNRS (Francia).

Infine, in onore del matematico Italiano Tullio Levi-Civita http://memocs.univaq.it/?page_id=6537 nel 2013 il Centro M&MoCS ha istituito il premio internazionale “Tullio Levi-Civita”, che ogni anno viene assegnato a due scienziati che si siano distinti per il loro apporto ai campi della meccanica teorica o applicata o della matematica.


mercoledì 15 febbraio 2017

Papangelo-Ciavarella: Studio su nanopatterned bioinspired dry adhesives pubblicato su Proc Roy Soc Interface

Published here in the prestigeous journal Proc Roy Soc Interface, a study of the adhesion of a surface with a ‘dimple’ which shows a mechanism for a bi-stable adhesive system in surfaces with spaced patterns of depressions, leading to adhesion enhancement, high dissipation and hysteresis. 



Recent studies were limited mainly to the very short range of adhesion (the so-called JKR regime), while we generalize the study to a Maugis cohesive model. A ‘generalized Tabor parameter’, given by the ratio of theoretical strength to elastic modulus, multiplied by the ratio of dimple width to depth has been found. It is shown that bistability disappears for generalized Tabor parameter less than about 2. Introduction of the theoretical strength is needed to have significant results when the system has gone in full contact, unless one postulates alternative limits to full contact, such as air entrapment, contaminants or fine scale roughness. Simple equations are obtained for the pull-off and for the full contact pressure in the entire set of the two governing dimensionless parameters. A qualitative comparison with results of recent experiments with nanopatterned bioinspired dry adhesives is attempted in light of the present model.

Andrea Alù pubblica su Nature metamateriali che violano la reciprocità di Betti per non-linearità

New Mechanical Metamaterials Can Block Symmetry of Motion, Findings Suggest

Engineers and scientists at The University of Texas at Austin and the AMOLF institute in the Netherlands have invented the first mechanical metamaterials that easily transfer motion effortlessly in one direction while blocking it in the other, as described in a paper published on Feb. 13 in Nature. The material can be thought of as a mechanical one-way shield that blocks energy from coming in but easily transmits it going out the other side.



The researchers developed the first nonreciprocal mechanical materials using metamaterials, which are synthetic materials with properties that cannot be found in nature.

Breaking the symmetry of motion may enable greater control on mechanical systems and improved efficiency. These nonreciprocal metamaterials can potentially be used to realize new types of mechanical devices: for example, actuators (components of a machine that are responsible for moving or controlling a mechanism) and other devices that could improve energy absorption, conversion and harvesting, soft robotics and prosthetics.

The researchers’ breakthrough lies in the ability to overcome reciprocity, a fundamental principle governing many physical systems, which ensures that we get the same response when we push an arbitrary structure from opposite directions. This principle governs how signals of various forms travel in space and explains why, if we can send a radio or an acoustic signal, we can also receive it. In mechanics, reciprocity implies that motion through an object is transmitted symmetrically: If by pushing on side A we move side B by a certain amount, we can expect the same motion at side A when pushing B.

“The mechanical metamaterials we created provide new elements in the palette that material scientists can use in order to design mechanical structures,” said Andrea Alu, a professor in the Cockrell School of Engineering and co-author of the paper. “This can be of extreme interest for applications in which it is desirable to break the natural symmetry with which the displacement of molecules travels in the microstructure of a material.”

During the past couple of years, Alu, along with Cockrell School research scientist Dimitrios Sounas and other members of their research team, have made exciting breakthroughs in the area of nonreciprocal devices for electromagnetics and acoustics, including the realization of first-of-their-kind nonreciprocal devices for sound, radio waves and light. While visiting the institute AMOLF in the Netherlands, they started a fruitful collaboration with Corentin Coulais, an AMOLF researcher, who recently has been developing mechanical metamaterials. Their close interaction led to this breakthrough.

The researchers first created a rubber-made, centimeter-scale metamaterial with a specifically tailored fishbone skeleton design. They tailored its design to meet the main conditions to break reciprocity, namely asymmetry and a response that is not linearly proportional to the exerted force.

“This structure provided us inspiration for the design of a second metamaterial, with unusually strong nonreciprocal properties,” Coulais said. “By substituting the simple geometrical elements of the fishbone metamaterial with a more intricate architecture made of connected squares and diamonds, we found that we can break very strongly the conditions for reciprocity, and we can achieve a very large nonreciprocal response.”

The material’s structure is a lattice of squares and diamonds that is completely homogeneous throughout the sample, like an ordinary material. However, each unit of the lattice is slightly tilted in a certain way, and this subtle difference dramatically controls the way the metamaterial responds to external stimuli.

“The metamaterial as a whole reacts asymmetrically, with one very rigid side and one very soft side,” Sounas said. “The relation between the unit asymmetry and the soft side location can be predicted by a very generic mathematical framework called topology. Here, when the architectural units lean left, the right side of the metamaterial will be very soft, and vice-versa.”

When the researchers apply a force on the soft side of the metamaterial, it easily induces rotations of the squares and diamonds within the structure, but only in the near vicinity of the pressure point, and the effect on the other side is small. Conversely, when they apply the same force on the rigid side, the motion propagates and is amplified throughout the material, with a large effect at the other side. As a result, pushing from the left or from the right results in very different responses, yielding a large nonreciprocity even for small applied forces.

The team is looking forward to leveraging these topological mechanical metamaterials for various applications, optimizing them, and carving devices out of them for applications in soft robotics, prosthetics and energy harvesting.

This research received funding from the Air Force Office of Scientific Research, the Office of Naval Research, the National Science Foundation, the Simons Foundation and the Netherlands Organization for Scientific Research.


Andrea Alù at TEDx Austin, "On the Quest to Invisibility: Metamaterials and Cloaking", February 19, 2013



Andrea ha fatto notizia anche sul Il Fatto Quotidiano.

martedì 14 febbraio 2017

Sergio Cerutti: Segnali e immagini: verso una conoscenza multimodale del cervello from Brain Forum on Vimeo.

Video qui.

LA CRISI DELLA DIGA DI OROVILLE

La crisi della diga di Oroville nella Californa Centrale, una struttura in terra molto alta (235 m) che invasa circa 4,4 miliardi di metri cubi, mette in luce la situazione critica delle dighe nel mondo sviluppato. La loro vetustà comporta fenomeni di obsolescenza strutturale, insufficienza del progetto nei confronti della sismicità, oggi nota in dettaglio assai maggiore di quando furono costruite, e idrologico, poiché l’idrologia è diventata una scienza soltanto a partire dagli anni ’70 del secolo scorso e i cambiamenti climatici in atto possono mettere in crisi l’ipotesi di stazionarietà alla base di tutti i progetti.
Lo sfioratore di Oroville presenta una ferita profonda dovuta alla erosione, forse anche per via di fenomeni do cavitazione, che non è insolita. Poiché la fuoriuscita dei getti, testimoniata da video impressionanti, potrebbe mettere seriamente a repentaglio l’ammasso in terra del corpo diga, le aree riparie di valle sono state correttamente evacuate. Conosco almeno due dighe italiane che avevano problemi di questo tipo, ai quali non so se sia stato posto rimedio. E negli Usa molte sono le dighe in condizioni critiche.

Dal 1998 al 2008, il numero di dighe degli Stati Uniti che hanno registrato situazioni critiche (per carenze strutturali o idrauliche tali da rendere inaccettabile il livello di rischio) è aumentato del 137%, (da 1.818 a 4.308) su un totale di circa 75 mila tra grandi e piccoli sbarramenti. Se le dighe di proprietà federale sono generalmente in buone condizioni, i problemi strutturali e idraulici delle altre crescono rapidamente e, soprattutto, lo stanno facendo a un tasso superiore a quello con cui le dighe vengono ricondizionate. Nei primi dieci anni di questo secolo si sono registrati ben 70 incidenti, 19 dei quali in situazioni prossime al crollo. Le ragioni sono molteplici, legate all’obsolescenza progettuale e costruttiva, alla evoluzione del bacino idrografico e delle zone riparie, ai cambiamenti climatici. E alle semestrali di cassa: l’orizzonte di vita di una diga è di almeno 50 anni e più, mentre la finanza, che controlla la società che gestisce la diga, risponde agli azionisti in pronta cassa e ragiona quindi su orizzonti temporali un po’ più brevi.
Se si tiene conto che le 550 grandi dighe italiane hanno (in media) più o meno la mia età, la necessità di rivedere l’assetto di questa grande infrastruttura, distribuita in tutto il paese, andrebbe presa un po’ più seriamente (vedi Nota Finale).

domenica 12 febbraio 2017

Nicola Pugno @ TEDxTrento DESTINAZIONE MARTE CON NUOVI MATERIALI BIOISPIRATI


Maurizio Porfiri @ TEDxSMU Fish’n’Robots -- not a take-out food


Andrea Prosperetti Mechanical Engineering: Message from the Program Chair at John Hopkins U


Francesco Bullo Chair UC Santa Barbara "On Synchronization and Security in Power Networks"


Chiara Daraio about her life at ETH Zürich - a smart choice for science and family:


Alessandro Curioni -VP research IBM europe on Industry 4.0.




Lino Guzzella president of ETH speaks at DAVOS with Times Higher Education


Marco Liserre chair at CAU Kiel explains "Problem Based Learning"


Giovanni De Micheli receives 2016 Harry H. Goode Memorial Award


Arianna Menciassi - Multifunctional robotic platform for USgFUS


sabato 11 febbraio 2017

Paolo Dario - Conferenza di Apertura Festival della Didattica Digitale 2016 - Direttore BioRobotics Institute

CONFERENZA D’APERTURA 
L’INNOVAZIONE DIDATTICA A SCUOLA: QUALI NOVITÀ SUL FRONTE DELLE TECNOLOGIE?

venerdì 10 febbraio 2017

Flutter induced by friction by Davide Bigoni

Flutter induced by friction

We provide the first definitive experimental evidence that flutter instability (a blowing-up vibrational motion) and divergence instability (an exponentially growing motion) can be induced by dry friction in a mechanical system that would be stable in the absence of frictional forces. We show that Coulomb friction produces a follower load of the type studied, among others, by Ziegler. 

Paolo Decuzzi e il tumore del colon-retto, la lotta con le nanotecnologie parte da Genova

leggi qua.

Alberto Sangiovanni Vincentelli su Big DATA, "Meraviglie e minacce dell'Universo Digitalizzato"


Alberto Bemporad lecture on "Embedded Model Predictive Control" University of Michigan, Ann Arbor (MI), July 14, 2016


Orgoglioso di essere del Politecnico di Milano

Nella lista dei top italian scientists in engineering riportata da Top Italian Scientists compaiono 12 docenti del Politecnico di Milano su 100. Questo risultato non mostra alcuna correlazione con quello della recente Vqr, che ha relegato al 25mo posto questo ateneo. È il fattore di Hirsch a non rappresentare al meglio il valore scientifico, oppure Anvur e Ministero ‘competente’ ci prendono in giro? Anvur figlio di Miur è lo strumento perfetto che ci vorrebbero far credere? Così come ci fanno credere che l'Istituto Italiano di Tecnologia (accreditato ogni anno da 10 anni di 100 milioni di euro e tra poco saranno di 250 se parte Human Technopole) sia la somma eccellenza di questo paese: ebbene, solo 2 (due) ricercatori di Iit figurano nella stessa lista.

Industria 4.0 e Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza

Nasce dal 2018 con 271 milioni a disposizione il «Fondo per il finanziamento dei dipartimenti universitari di eccellenza».Un finanziamento quinquennale che sarà distribuito ai 180 migliori dipartimenti sulla base dei risultati ottenuti dai docenti in base all’ultima Vqr. L’Anvur avrà il compito di definire e assegnare un apposito «Indicatore Standardizzato della Performance Dipartimentale» (Ispd) nei rispettivi settori scientifico disciplinari. Ogni dipartimento potrà partecipare a progetti di sviluppo della durata di 5 anni per solo una delle 14 aree disciplinari del consiglio universitario nazionale. L’importo annuale del finanziamento dipartimentale è di 1,350 milioni di euro. Non più del 70% e non meno del 25% dei fondi dovrà essere utilizzato per il reclutamento di docenti (almeno il 30% di docenti esterni all’università) e ricercatori (almeno il 25% di tipo b).

Dalla legge di stabilità 2017

115. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, da adottare
entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono definite le modalita' di costituzione e le forme
di finanziamento, nel limite di 20 milioni di euro per il 2017 e di
10 milioni di euro per il 2018, di centri di competenza ad alta
specializzazione, nella forma del partenariato pubblico-privato,
aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca
applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie
avanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionale
Industria 4.0. 


 314. Al fine di incentivare l'attivita' dei dipartimenti delle
universita' statali che si caratterizzano per l'eccellenza nella
qualita' della ricerca e nella progettualita' scientifica,
organizzativa e didattica, nonche' con riferimento alle finalita' di
ricerca di «Industria 4.0», nel Fondo per il finanziamento ordinario
delle universita', di cui all'articolo 5 della legge 24 dicembre
1993, n. 537, iscritto nello stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, e' istituita
un'apposita sezione denominata «Fondo per il finanziamento dei
dipartimenti universitari di eccellenza», con uno stanziamento di 271
milioni di euro a decorrere dall'anno 2018.
 315. Il Fondo di cui al comma 314 e' destinato al finanziamento
quinquennale dei dipartimenti di eccellenza delle universita'
statali, come individuati e selezionati ai sensi e per gli effetti
dei commi da 318 a 331. 

giovedì 9 febbraio 2017

Luca Benini vince il 2016 Mac Van Valkenburg Award of IEEE Circuits and System Society

Vedi qua.


dalle corna dei cervi nuove strade per materiali ultraresistenti da Nicola Pugno

Rudolph's antlers inspire next generation of unbreakable materials on Fox NewsScienceDailyEurekAlert!siliconrepublic. In Italian: Corriere della SeraSky TG24MeteoWeb. See related paper.

Ferdinando Auricchio riceve la medaglia Euler 2016 -

AwardJune 2016 - During the opening ceremony of the ECCOMAS Congress 2016 in Crete, Prof. Ferdinando Auricchio was awarded the Euler Medal for his outstanding and sustained contributions to the area of computational solid and structural mechanics. Congratulations!

Il Politecnico di Bari e i suoi quattro scienziati top: dall’esperto in raggi cosmici al vincitore del Google Award

Qui.


su Nature nuovi materiali da Katia Bertoldi di Harvard

Sviluppato un braccio protesico da Dario Farina all'Imperial College

Vedi qua.

mercoledì 8 febbraio 2017

Alcune info dal web sui top italian engineers

Alberto Sangiovanni Vincentelli (H=101) USA, nato nel 1947, è un accademico, insegnante, imprenditore, consulente tecnico e business man. Fondatore di 2 compagnie di Electronic design automation (EDA) space: Cadence Design Systems and Synopsys, Inc. Laureato al Politecnico di Milano, è professore alla University of California Berkeley, ha ricevuto molti premi e nel 1998 è stato eletto membro della U.S. National Academy of Engineering IEEE Maxwell Award 2009; Garante per la Ricerca 2012. Rif. https://en.wikipedia.org/wiki/Alberto_Sangiovanni-Vincentelli

Giovanni De Micheli (H=91) (rif. http://si2.epfl.ch/~demichel/ ) è Professor e Director di “Institute of Electrical Engineering and of the Integrated Systems Centre” di EPF Lausanne, Switzerland. E’ program leader di Nano-Tera.ch. In precedenza, era Professor of Electrical Engineering a Stanford University. E’ laureato in Ingegneria Nucleare al Politecnico di Milano, 1979, mentre ha M.S.e Ph.D. degree da Berkeley. Fellow di ACM e IEEE, è noto per il lavoro sui circuiti integrati. Autore del libro: Synthesis and Optimization of Digital Circuits, McGraw-Hill, 1994, co-autore di vari libri e di oltre 700 articoli tecnici. E’ membro dello Scientific Advisory Board di IMEC (Leuven, B), CfAED (Dresden, D) eSTMicroelectronics.

Luca Benini (H=87) insegna all’Università di Bologna e all’ETH di Zurigo. Rif. https://www.ee.ethz.ch/the-department/faculty/professors/person-detail.html?persid=194234. Phd a Stanford nel 1997, è stato Chief Architect del progetto Platform2012/STHORM in STmicroelectronics, Grenoble (2009-2013). Gli interessi sono nel progetto di sistemi digitali energy efficient, smart sensors, sensor networks for consumer, biomedical and Internet-of-Things applications. Recipiente del “ERC Advanced Grant on Multi-scale thermal management of Computing Systems”. Ha pubblicato oltre 700 articoli su rivista e conferenza, 4 libri e diversi capitoli di libri. Fellow di IEEE e ACM. 2016 IEEE CAS Mac Van Valkenburg award.

Paolo Dario (H=73). Rif. http://sssa.bioroboticsinstitute.it/user/56 è Professore di Biomedical Engineering e Direttore del BioRobotics Institute - Scuola Superiore Sant'Anna (SSSA), Pisa, Italy. Laureato in ing.mecc. a Pisa, nel 1977 ha completato gli studi presso Brown University, Providence, RI, e University of Pennsylvania, Philadelphia, USA. Coordinatore del dottorato in BioRobotics at SSSA, attualmente con 92 PhD students. E’ stato invited professor presso varie università, dalla Cina agli USA e Francia, alla svizzera. E’ Fellow of the University of Tokyo, Japan. Paolo Dario è Founding Coordinator del Center of Micro-BioRobotics@SSSA di Italian Institute of Technology (IIT), ae Senior Scientist of IIT. E’ stato o è coordinatore di oltre 60 European projects, più di 50 national projects, e oltre 50 industrial projects. Paolo Dario è autore di oltre 250 articoli su riviste ISI. IEEE Fellow, President of the IEEE Robotics and Automation Society (2002-2003),

Dario Farina (H=64) (Rif. http://acpin-inpa.co.uk/teams/prof-dario-farina/ ) ha ottenuto 2 phd in controlli automatici e computer science (Ecole Centrale de Nantes (2001) e Politecnico di Torino (2002)). Inizialmente ricercatore del Politecnico di Torino, Associate Professor at Aalborg University Denmark (2004-2008), e poi Full Professor. Nel 2010 Full Professor and Founding Chair of the Department of Neurorehabilitation Engineering at the University Medical Center Göttingen, Georg-August University, Germany. I suoi interessi si focalizzano su tecnologie di neuro-riabilitazione, controllo neurale dei movimenti, signal processing biomedicale. Autore di oltre 350 articoli su rivista e oltre 400 articoli su conferenza. Editor-in-Chief di Journal of Electromyography and Kinesiology e Associate Editor of The Journal of Physiology and of IEEE Transactions on Biomedical Engineering.

Alberto Bemporad (H=63) Rif. http://cse.lab.imtlucca.it/~bemporad/ Dal 2011 full professor presso IMT Institute for Advanced Studies Lucca, dove è stato direttore nel periodo 2012-2015. Nato a Firenze nel 1970, si è qui laureato in ing. Elettrica nel 1993 e dottorato in Control Engineering nel 1997. Nel 1996/97 è stato press il Center for Robotics and Automation, Department of Systems Science & Mathematics, Washington University, St. Louis. Nel 1997-1999 postdoc in ETH Zurich, Switzerland. Nel 1999-2009 ricercatore a Siena, professore associato nel 2005. Nel 2010-2011 presso l’Università di Trento. Ha pubblicato più di 300 articoli su aree del controllo predittivo, automatico, sistemi ibridi, ottimizzazione multiparametrica, geometria computazionale, robotica. E’ autore di vari MATLAB toolboxes (Model Predictive Control Toolbox e Hybrid Toolbox). IEEE Fellow dal 2010.

Riccardo Rovatti (H=57) è professore ordinario a Bologna. E’ nato il 14 gennaio 1969, si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica e ha ottenuto il titolo di Dottore di Ricerca in Elettronica Informatica e Telecomunicazione dall'Università di Bologna rispettivamente nel 1992 e 1996. Nel 2001 è professore associato preso la stessa Università. E' autore di più di 300 pubblicazioni in conferenze e riviste internazionali e di due volumi. E' "fellow" dell' IEEE e ha prestato servizio come Associate Editor della rivista IEEE Transactions on Circuits and Systems.

Innocenzo M Pinto (H=57) e' nato a Salerno (IT) nel 1951. E' professore ordinario di Campi Elettromagnetici (ING-INF/02) dal 1990 (Ricercatore dal 1983, Professore Associato dal 1987). E' decano dei Docenti dell'area di Telecomunicazioni, ed e' stato delegato di Ateneo per i rapporti internazionali e per la ricerca scientifica, e membro del Nucleo di valutazione dell’Università del Sannio. E' stato proponente e Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell'Informazione, Elettromagnetismo Applicato e TLC con Sede Amministrativa nell'Universita' di Salerno dall'VII al XIV ciclo. E' autore/coautore di oltre duecentocinquanta pubblicazioni peer-reviewed in materia di Elettromagnetismo, Ottica e Onde Gravitazionali, e revisore per APS, IOP, IEEE e per il MIUR. Ha fatto parte del primo Gruppo proponente dell'esperimento VIRGO; ha collaborato all'esperimento TAMA (prima in qualita' di UE senior scientist grant holder, e successivamente nell'ambito di un MOU); e' membro della LIGO-Virgo Scientific Collaboration (LSC), e della Collaborazione KAGRA. Rif www.ing.unisannio.it/pinto

Danilo De Rossi (H=55) si è laureato con lode in Ingegneria Chimica nel 1976 presso l’Università di Genova. Dal 1997 è Ordinario di Bioingegneria, titolare della prima Cattedra nel settore presso gli Atenei Pisani. E’ stato Visiting Professor presso varie università straniere. Dal 1982 al 1997 ha svolto la sua attività presso il Centro per l’Automatica “E. Piaggio” che nel 1998 è stato trasformato in Centro Interdipartimentale di Ricerca di cui è stato il primo Direttore. È stato membro del Consiglio di Dottorato Consortile in Bioingegneria (sede presso il Politecnico di Milano), del Consiglio di Dottorato in Automatica e Bioingegneria presso l’Università di Pisa ed è attualmente membro del Consiglio di Dottorato in Ingegneria dell’Informazione presso l’Università di Pisa. Le sue attività di ricerca sono principalmente legate allo studio dei meccanismi di trasduzione in materiali macromolecolari e al progetto e allo sviluppo di sensi e muscoli artificiali per Bioingegneria e Robotica. È stato Founding Editor della Rivista Material Science & Engineering- C- Elsevier e membro dell’editorial board di numerose riviste internazionali. È stato Program e Organizing Committee member, invited speaker, key note speaker e plenary speaker di molte conferenze internazionali. Per la sua attività scientifica ha ricevuto alcuni riconoscimenti, fra i quali il Joung Investigator Award dell’American Society for Artificial Organs e il Bioengineering Forum Award della UK Biomedical Engineering Society. Danilo De Rossi è co- autore di oltre 270 lavori pubblicati su riviste internazionali, atti di congressi internazionali e capitoli di libro. È altresì curatore, con altri colleghi, di 11 libri e co-autore di 14 brevetti internazionali. Uno dei lavori pubblicati su Science ha ricevuto ad oggi oltre 1300 citazioni, e ha inoltre pubblicato 40 articoli su riviste molto prestigiose della IEEE (33 IEEE Transactions, 4 IEEE Sensors Journals, 2 IEEE Magazine e 1 IEEE Spectrum).

Antonio Pedotti (H=55) è Professore Emerito di Tecnologie Biomediche al Politecnico di Milano ove è stato anche Direttore del Dipartimento di Bioingegneria, membro del Senato Accademico e Direttore del Laboratorio di Tecnologie Biomediche (TBM Lab) (www.tbmlab.polimi.it ). E’ stato fondatore e direttore del Centro di Bioingegneria del Politecnico e della Fondazione Don Gnocchi IRCCS, della quale è stato anche Direttore Scientifico. E’ stato Consigliere nel Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della Salute, Rappresentante Nazionale nel COMAC-BME della Comunità Europea, membro del Consiglio Scientifico di www.ifrh.org  (Institut Fèdèratif de Recherche sur le Handicap) francese. E’ Presidente della Società Italiana di Ingegneria Medica e Biologica ( A.I.I.M.B) ed è stato Chairman di ESEM (European Society of Engineering and Medicine), di ISEK (International Society of Electrophysiology and Kinesiology), di SIAMOC (Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica), del Gruppo di Informatica Medica dell’AICA e Presidente della Scuola di Management per l’Innovazione in Sanità (SMIS). E’ stato membro dell’Editorial Board di varie riviste scientifiche e attualmente della Collana scientifica “Studies in Health Technology and Informatics” della www.iospress.nl e Project Leader di molti Progetti dell’UE, fra cui: la Concerted Action “RAFT (Restoration of Muscle Activity through FES and Associated Technology)”, il Progetto “CARED (Computer Aided Rehabilitation of Respiratory Disabilities)”, e il network di Centri di Eccellenza “TREAD (Technology for Rehabilitation and Autonomy of Motor Disabled)”. Ha svolto attraverso numerose collaborazioni nazionali e internazionali ricerche interdisciplinari relative a modelli computazionali e ICT applicati ai sistemi biologici e alla medicina. Di particolare rilievo i “diagrammi vettoriali del cammino” detti anche “Pedotti’s diagrams” e del sistema Elite per l’analisi 3D del movimento che è stato anche installato sulla piattaforma spaziale MIR e ISS nell’ambito di progetti di ricerca ASI, ESA e NASA. In ambito oncologico studio e sviluppo di metodi e tecnologie innovative per il posizionamento del paziente e “ tumour targeting” guidato dal computer per l’ottimizzazione del trattamento dei tumori in radioterapia e adroterapia attraverso l’utilizzazione di fascio di protoni e ioni carbonio. In questo ambito ha contribuito al progetto e alla realizzazione del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica ( www.cnao.it  ) che dopo una adeguata sperimentazione dal 1/1/2014 ha iniziato i trattamenti su pazienti, primo in Italia e secondo in Europa. La sua attività scientifica è documentata da circa 300 articoli su riviste scientifiche indicizzate una trentina di libri come autore e/o editore e circa 40 brevetti.

Andrea Remuzzi (H=54), si è laureato in Ingegneria Meccanica (indirizzo Bioingegneria) presso il Politecnico di Milano nel 1979. Dal 1982 al 1984 è stato visitatore scientifico presso il MIT (Laboratorio di Meccanica dei fluidi e della Harvard Medical Scool, Brigham and Womens' Hospital). Dal 1984 al 1999 è stato ricercatore presso l'Istituto Mario Negri di Bergamo. Dal 2000 è capo del Dipartimento di Bioingegneria dell'Istituto Mario Negri. Dal 1998 al 2007 è stato professore a contratto presso il Politecnico di Milano, Dipartimento di Bioingegneria. Dal 2007 è ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale, dell'Informazione e della Produzione e della Scuola di Ingegneria dell'Università di Bergamo. E' autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Le sue principali aree di interesse sono: fenomeni di trasporto nei sistemi biologici; moto del sangue nelle arterie e nel microcircolo; effetto dello shear stress sulla funzione delle cellule endoteliali in vitro e in vivo, analisi morfometriche della ultrastruttura del capillare glomerulare; modelli matematici per la filtrazione delle acque e macromolecole attraverso la parete capillare glomerulare; fluidodinamica computazionale in grandi arterie e nel microcircolo; microscopia confocale ed elettronica (TEM, ESEM-FIB).

Francesco Bullo (H=53) è Professor nel Mechanical Engineering Department and the Center for Control, Dynamical Systems and Computation University of California, Santa Barbara. E’ stato in precedenza presso Università di Padova, Caltech, University of Illinois. I suoi interessi di ricerca sono in network systems and distributed control with application to robotic coordination, power grids and social networks. Coautore di “Geometric Control of Mechanical Systems” (Springer, 2004) e “Distributed Control of Robotic Networks” (Princeton, 2009). Fellow of IEEE e IFAC. Editorial boards di riviste IEEE, SIAM, e ESAIM, e sarà IEEE CSS President nel 2018.

Paolo Mattavelli (H=53). Nel 1995 ha conseguito il PhD in Ingegneria Elettrica dall’Università di Padova, ed è diventato ricercatore. Nel 2001 è divenuto professore Associato a Udine (DIEGM), e nel 2005 è tornato a Padova, per passare nel 2010 al Virginia Tech (USA). Dal 2012 è professore ordinario a Padova, Adjunct professor a CPES, Virginia Tech. I suoi maggiori interessi riguardano l’analisi, la modellazione e il controllo analogico e digitale di convertitori di potenza, connessi a reti per energie rinnovabili, nonché elettronica di potenza. Ha scritto circa 290 a conferenze IEEE, 77 articoli su rivista (specie IEEE Transactions), 6 brevetti e un libro.  Ha supervisionato circa 35 progetti.

Antonio Nanni (H=52) è professore ordinario a Napoli, e a Miami. Rif. http://www.coe.miami.edu/faculty/antonio-nanni-ph-d/ ). I suoi interessi sono nella sostenibilità e rinnovamento delle infrastutture civili. Negli ultimi 24 anni, ha servito come Principal Investigator di progetti finanziati da agenzie federali e statali in USA, e industrie private. Ha supervisionato oltre 50 studenti per MSc e Ph.D. E’ membro dei comitati tecnici di American Concrete Institute (ACI) American Society of Civil Engineering (ASCE) Fellow, American Society for Testing and Materials (ASTM) e The Minerals, Metals and Materials Society (TMS). Editor-in-Chief ASCE Journal of Materials in Civil Engineering. Autore di oltre 150 articoli su riviste e vincitore di vari premi, tra cui 2012 Henry L. Michel Award for Industry Advancement of Research.

Antonio Bicchi (H=52) è Professore di Robotica all’Università di Pisa, Senior Scientist all’Italian Institute of Technology di Genova. Laureato a Bologna nel 1988 postdoc M.I.T.  Artificial Intelligence lab in 1988–1990. Insegna Controlli e Robotica e dirige il Robotics Group del centro "E. Piaggio'' dell’Università di Pisa dal 1990, dove è stato Direttore dal 2003 al 2012. E’ Head di SoftRobotics Lab for Human Cooperation and Rehabilitation presso IIT di Genova. Dal 2013 Adjunct Professor della School of Biological and Health Systems Engineering of Arizona State University. I suoi principali interessi sono in Robotic Haptics, Control Systems. Ha scritto oltre 400 articoli su riviste internazionali.  E’ Editor-in-Chief di IEEE Robotics and Automation Letters, che ha fondato nel 2015. Ha organizzato la prima WorldHaptics Conference (2005). Nel 2012, ha ricevuto un Advanced Grant da European Research Council per la sua ricerca sulla mano umana e robotica. Fellow of IEEE dal 2005.

Maria Chiara Carrozza (H=52), nel 1990 si laurea in fisica presso l'Università di Pisa, poi si avvicina alla bioingegneria, e nel 1994 consegue il Diploma di perfezionamento in ingegneria alla Scuola Superiore Sant'Anna, con una tesi di microfluidica biomedica. Dal 1998 al 2001 è ricercatore di bioingegneria meccanica alla Scuola Superiore Sant'Anna; dal 2001 al 2006 è di ruolo come professore associato di bioingegneria industriale; dal 2006 è professore straordinario ed è quindi confermata come professore ordinario. Da novembre 2004 a ottobre 2007 è direttore della Divisione Ricerche, nominata su delega del rettore Paolo Ancilotti, ed è coordinatore dell'Arts Lab (Advanced Robotics Technology and Systems Laboratory) della Scuola Superiore Sant'Anna. Nel 2006 diviene professore ordinario in bioingeneria industriale a seguito del superamento di un concorso bandito dall'Università degli Studi "Guglielmo Marconi" (università telematica, non statale). Dal 2004 al 2013 Maria Chiara Carrozza ha ricoperto vari incarichi accademici presso la Scuola Superiore Sant'Anna fino ad essere eletta Rettore. È rieletta per il secondo mandato da Rettore nel 2010 e fino al gennaio 2013, quando si dimette a seguito della candidatura alla Camera dei Deputati, Maria Chiara Carrozza riforma la struttura organizzativa della Scuola Superiore Sant'Anna, passando al modello internazionale degli Istituti di Ricerca. La neurorobotica, disciplina con notevole impatto scientifico internazionale, è da sempre il principale tema di ricerca di Maria Chiara Carrozza, che ha diretto vari progetti di ricerca su protesi neurorobotiche di mano o di gamba per restituire agli amputati il senso del tatto, la capacità di manipolare con destrezza, di camminare e di sostenere pesi; esoscheletri per la riabilitazione di persone colpite da ictus o da patologie neuromuscolari; dispositivi assistiti per disabili. Su questi temi è coordinatrice di progetti finanziati dalla Commissione europea, dal Ministero dell'istruzione, dell'università, della ricerca, dalla Regione Toscana.
Il gruppo di ricerca fondato da Maria Chiara Carrozza è composto da 40 studiosi. Nel 2009 Maria Chiara Carrozza accetta l'incarico di Presidente del "Forum università, saperi, ricerca" del Partito Democratico proposta dal Neo Segretario Pier Luigi Bersani fino alla nomina a Ministro e inizia così la partecipazione politica attiva. Nel 2013 è eletta alla Camera dei Deputati come capolista in Toscana per il Partito Democratico, si dimette da Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna ed entra in aspettativa come professore universitario, senza remunerazione.

Stefan Wabnitz (H=52) Professore ordinario presso l’Università di Brescia. E’ largamente riconosciuto come one dei leaders mondiali della teoria dei sistemi ottini a guida d’onda non-lineare, ed effetti non-lineari in fibre ottiche. Nella sua carriera in oltre 25 condotta in istituzioni private e accademiche di alto livello, ha scritto oltre 500 lavori su riviste internazionali, con una media di 290 citazioni per anno negli ultimi 25 anni. Pioniere nel campo della nonlinear guide wave mode coupling, polarization instabilities and chaos, optical soliton generation and transmission.


Giulio Sandini (H=52). Direttore di Ricerca presso l'Istituto Italiano di Tecnologia e professore ordinario di Bioingegneria presso l'Università di Genova. Dopo la laurea in Ingegneria Elettronica (Bioingegneria) presso l'Università di Genova nel 1976 è stato ricercatore e assistente presso la Scuola Normale Superiore di Pisa fino al 1984. Durante questo periodo, lavorando presso il Laboratorio di Neurofisiologia del CNR, ha studiato gli aspetti di elaborazione visiva a livello dei singoli neuroni e gli aspetti della percezione visiva negli adulti umani e bambini. E’ stato Visiting Research Associate presso il Dipartimento di Neurologia della Harvard Medical School di Boston dove ha sviluppato tecniche diagnostiche basate sulla mappatura dell'attività elettrica del cervello. Dopo il suo ritorno a Genova nel 1984 come professore associato, nel 1990 ha fondato il LIRA-Lab (Laboratorio per la gestione integrata Avanzate Robotica, www.liralab.it ). Nel 1996 è stato Visiting Scientist presso il laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT. Dal luglio 2006 Giulio Sandini è stato nominato direttore di ricerca presso l'Istituto Italiano di Tecnologia dove ha stabilito e sta attualmente dirigendo il Dipartimento di Robotica, Cervello e Scienze Cognitive.

To be continued with …..
Arianna Menciassi (H=51), Aldo Di Carlo (H=50), Riccardo Betti (H=50), Giorgio Rizzoni (H=50), Mauro Barni (H=49) Roberto Morandotti (H=48), Giuseppe Iaselli (H=48), Ferdinando Auricchio(H=47) Alessandro De Luca (H=47), Andrea Baschirotto (H=47), Emilio Frazzoli (H=47) Daniele Ielmini (H=46), Alessandro Torricelli (H=46), Sergio Cerutti (H=46), Barbara Pernici (H=46), Francesco Borrelli (H=45), Enrico Zanoni (H=45), Francesco Migliavacca (H=45), Nicola Bianchi(H=44), Danila Moscone (H=44), Gianluca Setti (H=44)

Sabrina Pricl Giorgio Metta Nicola Pugno Carlo Alberto Nucci Maurizio Porfiri Riccardo Lanari   Alessandro Paccagnella Carla-Fabiana Chiasserini Luciano Baresi Ugo Piomelli Luciano Lavagno Filippo Berto Chiara Daraio Pietro Morasso Andrea Schaerf Lino Guzzella Alessandro Curioni Alessandro Callegari Giuseppe Oriolo Roberto Rella Andrea Caumo Roberto Maestri Franco Maloberti Giorgio Buttazzo Gianluca Mazzini Massimo Morbidelli Paolo Decuzzi Domenico Prattichizzo Mario Martinelli Giuseppe Iannaccone Paolo Santi Claudio Prati Fulvio Gini Massimo Poncino Riccardo Marino Sergio Martinoia Renzo Rosso Alfredo De Rossi Vittorio Loddo Giacomo Cao  Andrea Prosperetti G Berton Massimo Bertozzi  Roberto Tempo Luigi Toro Michele Ciavarella Angelo Luongo Mario Vento Massimo Donelli Domenico Casadei Angelo Maria Sabatini Raffaele Marotta Andrea Garulli Katia Bertoldi  Agostino Monorchio Pierluigi Siano 

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