venerdì 17 marzo 2017

La CRUI commissione Ricerca propone uno strumento molto in linea con quanto proposto già in questo blog!

L’8 marzo scorso, durante l’ultima riunione della commissione ricerca della CRUI, presieduta dal rettore di Bicocca  Messa, è stato presentato agli atenei il Sistema di Supporto per la Valutazione della Produzione Scientifica degli Atenei.
Il progetto CRUI-CommissioneRicerca che ha l’obiettivo di dotare il sistema universitario italiano di uno strumento condiviso di autovalutazione dei prodotti della ricerca. Sempre secondo il documento di presentazione, vedasi articolo su ROARSLe caratteristiche principali del sistema sono le seguenti:
– Il sistema consentirà di effettuare valutazioni automatizzate della produzione scientifica delle aree e dei settori bibliometrici utilizzando parametri mutuati dalla VQR 2011-2014.
– Il sistema adotta criteri ispirati a quelli della VQR. I criteri della VQR sono stati adattati allo svolgimento di valutazioni automatizzate su larga scala senza l’utilizzo di peer-review. In questo modo, sarà possibile valutare tutta la produzione scientifica dei singoli in un quadriennio, piuttosto che due soli lavori come ha fatto la VQR 2011-2014.
– il sistema fornirà a ciascun Ateneo che aderisce all’offerta un cruscotto di indicatori relativi alla produzione scientifica per diversi livelli di aggregazione (singoli, ssd, aree, settori concorsuali), che gli Atenei potranno utilizzare come supporto decisionale per le loro elaborazioni.
–  il sistema sarà disponibile per lo svolgimento delle procedure di valutazione in due periodi (per il 2017 presumibilmente da maggio a luglio e da settembre a novembre); ciascuna procedura di valutazione durerà al più 4 settimane.
L'idea sembra molto in linea con quanto si proponeva su questo blog, qua e qua, anzi rilancia l'idea alla valutazione dell'intera produzione e non solo di 2 prodotti.
Non possiamo che essere soddisfatti.  Speriamo anche che sia usato nei parametri per individuare i "dipartimenti di eccellenza" !

martedì 14 marzo 2017

Sylos Labini propone di non dare fondi ERC all'eccellenza di ieri, ma a quella di domani! E come si fa a trovarla?

Per il decennale di fondazione del programma ERC Francesco Sylos Labini intervistato su Science contesta che l’eccellenza di domani non si premia dando i fondi all’eccellenza di ieri. Per maggiori dettagli rimando al libro, a questo articolo  e a quest’altro articolo.

Ma come si può stabilire l'eccellenza se non con la produzione passata?  Semmai io avrei cercato di correlare se ci sono dei pattern tra le passate commissioni e co-autori o ex-allievi, per trovare dei difetti, umani, anche nei meccanismi di premio ERC:  ma sostenere che ci dobbiamo basare sul futuro mi pare utopia, a meno di non ricorrere alle sfere di cristallo o ai cartomanti.

Si dice tanto che in USA invece NSF finanzia di più la ricerca di base: è vero che "NSF receives approximately 40,000 proposals each year for research, education and training projects, of which approximately 11,000 are funded. ",  quindi circa un 25%, che poi non è troppo dissimile dal ca.10% dei progetti ERC finanziati.  Certamente non tutti tentano di scrivere il progetto ERC, che è laborioso, e certamente c'è un problema di finanziamento della ricerca in Italia, che è cambiato radicalmente nel giro di un decennio, a vantaggio (forse troppo) di pochi progetti tipo IIT e ora Human Technopole. Ma Sylos Labini si è molte volte scagliato contro IIT dicendo che non ha avuto peer review, ma anche contro la peer-review e le valutazioni ANVUR, quindi non si capisce alla fine cosa propone di operativo, insieme a tutto il sito ROARS. Sono posizioni oscurantiste e distruttive?

O forse non ho capito bene l'articolo?

lunedì 13 marzo 2017

Documento dei docenti universitari abilitati alla prima fascia sulla situazione delle chiamate nelle Università italiane

Documento dei docenti universitari abilitati alla prima fascia sulla situazione delle chiamate nelle Università italiane

Ill.ma Ministra dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Senatrice Valeria Fedeli

Ci permettiamo di sottoporre alla Sua attenzione una grave situazione irrisolta da
quattro anni ormai.
Siamo un numeroso gruppo di docenti universitari che nelle tornate di Abilitazione
scientifica nazionale (ASN) del 2012 e del 2013 hanno ottenuto abilitazione alla prima
fascia (professore ordinario, PO), dopo anni di studio e ricerca. Un risultato, ci permetta,
del quale siamo orgogliosi perché per primi ci siamo sottoposti, senza esitazioni, al
giudizio di una commissione nazionale con la presenza di un docente straniero,
superando mediane relative alla produzione scientifica molto rigorose.
Ebbene, malgrado siano passati quattro anni, la maggior parte di noi non ha potuto
accedere al ruolo, con chiamate o concorso.
Siamo consapevoli delle difficoltà del Paese, ma riteniamo molto grave che il
Ministero dell’Università e delle Ricerca ad oggi non abbia tenuto nella meritata
attenzione una situazione che è destinata ad aggravarsi anche in conseguenza della
riapertura del procedimento di abilitazione scientifica nazionale (ASN) nel 2016.
In considerazione del Suo impegno a fianco di chi lavora, Le chiediamo di porre fine
a questa situazione incresciosa, che rende, ancora una volta, l’Italia un unicum rispetto al
resto del mondo. Non c’è Nazione che tratti in questo modo le “menti” del Paese, che
svolgono, per di più, un ruolo fondamentale in ogni settore della ricerca,
dell’innovazione e della formazione degli studenti. Siamo noi che, malgrado la profonda
amarezza provocata dal trattamento ricevuto, cerchiamo ogni giorno di accendere la
scintilla dello studio, del metodo e del rigore.
Gli abilitati a PO, una volta chiamati, potranno colmare le lacune che si sono venute a
determinare in seguito ai numerosi pensionamenti e riequilibrare la componente
femminile divenuta ancora più esigua tra i professori ordinari.
Le chiediamo quindi di esaminare la situazione e fare in modo che si proceda con
rapidità al reclutamento nelle Università di coloro che hanno ottenuto l’abilitazione a
PO. Chiediamo un investimento adeguato di risorse finanziarie nel “capitale” umano per
rafforzare il sistema universitario italiano. Riteniamo indispensabile che il Ministero
aumenti le risorse finanziarie, davvero scarse, destinate al reclutamento dei nuovi PO,
soprattutto se confrontate con quelle che il Governo precedente era intenzionato a
stanziare per le c.d. “cattedre Natta” e il c.d. “Human Technopole”. L’aumento delle
risorse per la promozione a PO, rinnovando il corpo docente, favorirebbe le migliori
prospettive di cambiamento nel segno della qualità delle Università italiane. Questo è lo
spirito della ASN.

Nella legge di stabilità 208/2015, il comma 206, ha previsto un aumento del Fondo
per il finanziamento ordinario delle Università destinato agli abilitati a PO, ma si tratta
di un fondo limitatissimo, quasi simbolico, che ha consentito pochissime prese di
servizio in tutta Italia.

Molti di noi sono stati e sono penalizzati dai criteri di assegnazione alle diverse
Università di punti organico per il reclutamento dei nuovi PO fondati sulla performance
complessiva delle medesime. L’opportunità della presa di servizio è collegata non al
merito individuale, come nel quadro della ASN, ma alla suddetta performace. Questa
differenza genera una discriminazione tra gli abilitati tutti giudicati, nel quadro della
ASN, secondo principi e procedure omogenei e assolutamente nuovi per il sistema di
reclutamento universitario italiano. Una discriminazione che deriva dalla valutazione
non già delle nostre infaticabili attività didattiche e di ricerca, ma semplicemente della
rispettiva sede universitaria nel suo complesso nella quale possono dissolversi i nostri
incessanti contributi positivi. Alla penalizzazione individuale segue quella istituzionale,
perché il mancato apporto di PO, rallenta il rilancio delle strutture verso standard più
elevati.

Non vanno poi trascurati i nefasti effetti dei pensionamenti che avvengono in assenza
di turn over, con problemi di sostenibilità della didattica e soprattutto delle diverse
funzioni istituzionali universitarie, quali il coordinamento di corsi di laurea, la direzione
di Scuole, di dottorati, oltre alla direzione dei Dipartimenti e al coordinamento di
progetti di ricerca nazionali e internazionali. L’immissione in ruolo degli abilitati a PO
permetterebbe una migliore gestione dell’attività amministrativa universitaria tramite
figure apicali e rilancerebbe la ricerca tramite la capacità attrattiva di fondi competitivi,
generalmente riconosciuta a professionalità di profilo elevato e ampio bagaglio di
ricerca.

Le chiediamo quindi, con forza di prevedere, almeno per le Università che hanno
abilitati a PO, un aumento dei punti organico anche per consentire alle stesse Università
di avvalersi di docenti stimati in diverse parti del Paese e sovente all’estero, ma finora
molto penalizzati.

La chiamata degli abilitati a PO produrrebbe, peraltro, un effetto virtuoso a catena
perché la stessa possibilità di assumere ricercatori a tempo determinato dipende dalla
capacità dei PO di attrarre fondi di ricerca competitivi: indebolire l’organico
universitario nella componente dei PO significa indebolire tutto il sistema della ricerca
universitaria e degli enti a esso collegati in ambito nazionale e internazionale. A questo
proposito, il sito ufficiale del CUN il 25 gennaio 2017 riporta, tra le altre, la seguente
considerazione a pagina 54 dell’allegato A del comunicato
(https://www.cun.it/homepage/evidenza/universita-le-politiche-perseguite-le-politicheattese/#
null): “Le dinamiche di avanzamento nella prima fascia si stanno mostrando
inadeguate a fronteggiare l’attuale situazione di minimo storico della numerosità dei
Professori ordinari. Per trovare valori inferiori alle attuali 13000 unità, bisogna risalire al
1989, quando il corpo studentesco non raggiungeva i tre quarti di quello attuale, pur
prevedendosi già nel DPR 382/1980 un organico di 15000 unità. Appare pertanto
fortemente anomalo in questo contesto che il numero di Professori associati abilitati alla
fascia superiore e non chiamati sia attualmente pari al 75%”.

La chiamata degli abilitati a PO permetterebbe altresì di non vanificare una procedura
di selezione complessa e costosa, anche a seguito della partecipazione di un membro
OCSE per ogni commissione, qual è l’ASN. Tale risultato contribuirebbe in maniera
decisiva al rilancio del sistema universitario italiano, grazie a una classe dirigente dotata
di competenze confrontabili con quelle dei colleghi all’estero, in particolare in Europa.


26 febbraio 2017
I professori e ricercatori abilitati alla prima fascia dell’Università degli studi di
Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, del Molise, della Calabria, della
Campania Luigi Vanvitelli, dell’Insubria, del Salento, Ferrara, Firenze, Milano
Statale, Padova, Palermo, Perugia, Pisa, Roma La Sapienza, Roma Tre, Salerno,
Siena, Teramo, Trento e Trieste.

giovedì 9 marzo 2017

Valorizziamo le punte di eccellenza nella ricerca italiana, magari per individuare i dipartimenti di eccellenza!

E' passato relativamente in sordina che a Luglio si giocherà una partita fondamentale per i prossimi anni nei diparimenti Universitari italiani: ai “dipartimenti di eccellenza” verrà riconosciuto un incremento di finanziamento di oltre 1 milione di Euro.  Il sito ROARS ha fatto una simulazione con parametri non aggiornati e che al momento sono troppo a sfavore del SUD e non mi risulta premino abbastanza gli eccellenti.    Potrebbe essere ancora insufficiente per incentivare politiche di reclutamento basate davvero sull'eccellenza e non su, per esempio, anzianità.

Infatti, se i dati si baseranno su VQR, sembra che le recenti valutazioni rincorrano i presunti “inattivi”: si veda la dichiarazione di Checchi della agenzia Anvur su Corriere 24 febbraio, in risposta al noto matematico Mingione che si lamentava sulla recente valutazione VQR che premierebbe poco gli eccellenti perché taglia la valutazione a solo 2 prodotti per ricercatore.

Il matematico Mingione fa parte dei 47 “Highly Cited Researchers” (HCR) 2016 (http://hcr.stateofinnovation.com/) della ISI Thomson Reuters, che esegue un’analisi dettagliata degli articoli scientifici più citati, con opportune disambiguazioni per settore scientifico, in finestre temporali abbastanza ampie (una prima analisi fu fatta per il periodo 1981-1999, e una seconda è apparsa per 2004-2014, con un algoritmo leggermente diverso). Nella prima ricognizione c’erano 4569 ricercatori altamente citati (HCR) in 1222 istituti in 38 paesi. Gli Stati Uniti dominavano la scienza mondiale di gran lunga con 3082 HCR (67%), poi il Regno Unito (354), Germania (194), il Giappone (176), Canada (144), e la Francia (117) --- l’Italia era solo decima, con 46 (l’1%). Nella seconda rilevazione di recente disponibile, su un totale di ca.3200 HCR, siamo a ca. 1600 in USA (50%), e 47 in Italia (1.6%). Le percentuali sembrano migliorate a nostro vantaggio ma la distanza resta enorme e soprattutto, va confrontata con un dato: la percentuale di produzione mondiale di articoli in USA è ca. del 25%, mentre in Italia di poco più del 3%). Quindi la concentrazione di talenti in USA è maggiore della produzione. C’è da migliorare sulle punte di eccellenza. 

Un altro dato che non si sottolinea abbastanza è che tra gli HCR che lavorano in Italia i cognomi stranieri sembrano quasi inesistenti (un tedesco Karimi professore associato plurititolato al Politecnico di Milano, Goldhirsch Aron un tedesco all’Istituto Europeo di Oncologia, e un paio segnalati come “Commiss European Communities, Italy” che però a me non sembrano in Italia). Esiste, viceversa, un numero molto più importante di italiani HCR all’estero pari circa a quanti lavorano in Italia! Dominano, come da aspettarsi, gli USA incluse le migliori Università, con oltre il 20%; poi seguono vari paesi con un numero simile di italiani, tra cui la Svizzera, gli UK, la Germania, la Francia, l’Australia, il Canada e, dato sorprendente per i non addetti ai lavori, la università KAUST in Arabia Saudita che ha fatto incetta di molte menti migliori con stipendi da favola (stiamo calcolando solo la “prima affiliazione, perché qualcuno ha suggerito che KAUST ha offerto contratti da “adjunct professor” a famosi docenti per la sola presenza di 2-3 settimane all’anno, per “entrare” prima nelle statistiche mondiali. 
E' noto che sugli scienziati top perdiamo le vere sfide, le vere svolte nella tecnologia: molte delle classifiche mondiali delle Università sono pesantemente influenzate da questo fattore, non a caso. Ma, come sottolineava Nicola Costantino sul sito ROARS qualche tempo fa, come si può vincere quando Harvard, con soli 20.000 studenti, ha un bilancio pari al 44% dell’intero Fondo di Funzionamento Ordinario di tutte le università italiane, con i loro 1.670.000 studenti?  La scarsa spesa in formazione universitaria rapportata al PIL (31-esima su 34 nazioni) è un dato certo, mentre la spesa cumulativa per studente è inferiore al 75% della media OCSE. 


La concentrazione di talenti, di scienziati top, e last but not least, di spesa, è la vera differenza che fa di Harvard (e Cambridge, Oxford, etc) delle realtà non confrontabili con nessuna Università italiana, o Ente di ricerca, italiano (escluso forse IIT che ha una dotazione considerevole e il nuovo progetto Technopole di cui si è parlato, che tuttavia è presente nella lista con 1 solo HCR, Bruno Scrosati), e probabilmente ancora molta strada sarà da percorrere perché si inverta la rotta.

Tornando alla valutazione VQR, per un’Università già esistente, la “caccia agli inattivi” è abbastanza fine a sé stessa e sembra voler punire scelte del passato, e non innescare a sufficienza meccanismi virtuosi immediati. Per assurdo, se ANVUR si limita a valutare 2 prodotti ogni 4 anni per ricercatore, questo sembra quasi essere un incentivo per i docenti eccellenti a rallentare, e diventare (quasi) inattivi!  Sono perplesso da quanta resistenza trova la valutazione in Italia, e non vorrei che questo sia dovuto ad una sfiducia che si faccia con criteri chiari, noti a priori, e di sana competizione, e non con fogli excel magicamente preparati in segrete stanze: il fatto che spesso le critiche vengano persino dagli eccellenti, mostra che il percorso è irto di insidie: non si può certo valorizzare l’eccellenza accontentando tutti. Ma sarebbe necessario studiare alcune migliorie: per es., un numero di prodotti notevolmente più elevato di 2, diverso per settore e differenziato per considerare l’apporto individuale in quei settori dove compaiono centinaia di autori.

Per quanto questo crei molte discussioni, non è tanto difficile discriminare gli eccellenti: la Via-ACADEMY da anni raccoglie dati su italiani altamente citati su Google Scholar, e ho verificato che praticamente tutti i ricercatori HCR italiani (presenti) secondo l’algoritmo vecchio o nuovo hanno H-index>30, e questo si fa in pochi istanti, e la media è di circa 75. Certo non vale il viceversa, perché gli algoritmi sono diversi: gli italiani con H>30 sono oltre 4000, mentre gli HCR sono meno di 100. ANVUR ha a disposizione dati molto più curati, un budget non trascurabile, e quindi potrebbe valutare molto meglio di me. Ma i risultati fondamentali non cambiano anche con l’analisi di massima. Avendo creato un blog dei ca.110 ingegneri italiani più citati dalla classifica Via-Academy, ho misurato che se si prendono i 110 con H-index>30, l’80% è in Italia, ma se si scende al migliore 10%, solo il 50%, se si va appunto ad H>100, esiste solo un italiano, ed è Alberto San Giovanni Vincentelli, che appunto è un illustrissimo ingegnere che lavora, da tempo, negli USA.

Molta strada c’è da fare per riequilibrare la presenza di stranieri, o persino di italiani eccellenti. Evidentemente, al momento non offriamo condizioni vantaggiose. La levata di scudi anche da parte di alcuni stessi HCR rispetto alla proposta delle Cattedre Natta segnala una diffidenza e un problema reale: si dovrebbe rendere noto un criterio di riconosciuto standard internazionale con cui si selezionano almeno i candidati, e le commissioni. Ma esistono le condizioni per attrarre i veri eccellenti? E si inverte la rotta con qualche cattedra qua e là? Non credo che ad Harvard si siano nemmeno accorti dei nostri progetti, se continuiamo a tagliare finanziamenti invece che moltiplicarli.

In ogni caso, forse si fa in tempo a tenerne conto nella scelta dei parametri per i cosiddetti “dipartimenti di eccellenza” cui nel milleproroghe che al momento sono troppo a sfavore del SUD e non mi risulta premino abbastanza gli eccellenti.  

Se non si vuole fare in pochi mesi la valutazione completa di tutti i lavori di tutti i ricercatori (forse difficile), aggiungiamo almeno un parametro per cui si sommino gli H-index, o si premino i dipartimenti con più ricercatori con H index più alto nel loro Settore Disciplinare (i dati sono facilmente rintracciabili visto che, per l'ASN, oltre che per VQR, quasi tutti i lavori sono stati scaricati). Oppure, ancora più semplicemente, si dia un peso maggiore a quei ricercatori chi hanno avuto entrambi i 2 lavori VQR giudicati eccellenti, e si elimini dalla valutazione il peso degli "inattivi", suggerendo ai Rettori cosa farne degli stessi.


NB. la legge impone ad ANVUR di chiudere entro il 30/4 che vuol dire dare al Ministero i criteri almeno 2 settimane prima. Il lavoro quindi è molto avanti, e direi prossimo alla chiusura

martedì 7 marzo 2017

ERC grants dei Top Engineers

Per chi dice che non c'è correlazione tra eccellenza e H-index, questa tabella è interessante.  Dei 110 ca. ingegneri italiani con GS H index>30, ben 10 hanno vinto un prestigioso grant ERC, e con prevalenza netta degli H più alti per l'advanced come da aspettarsi.


1. Giovanni De Micheli : H=92   ERC ADVANCED
2. Luca Benini : H=88  ERC ADVANCED
3. Dario Farina : H=68  ERC ADVANCED
4. Marco Liserre : H=57  ERC Consolidator
5. Antonio Bicchi : H=56  ERC ADVANCED
6. Nicola Pugno : H=43   ERC Starting , 3 ERC Proof of Concept
7. Paolo Decuzzi : H=39  ERC Consolidator
8. Laura De Lorenzis : H=32 ERC Starting
9. Davide Bigoni : H=31  ERC ADVANCED
10. Alessandro Reali : H=31  ERC Starting

domenica 5 marzo 2017

H-index funziona! Tutti gli ISI highly cited sono Top Italian Scientists, ossia hanno H-index>30

Diversi colleghi, alla pubblicazione del nostro post sulla lista dei 1612 autori mondiali con H>100 qua, (compreso qualche giovane membro del gruppo2003 --- gli ex-ISIhighlycited, chiamamoli HCR in seguito) sostengono che l'algoritmo della Thomson-Reuters sia più serio di una banale misurazione dell'H-index, in quanto separa aree disciplinari diverse, elimina meglio anche manualmente gli omonimi, ed è fatto con più rigore. Sul fatto che sia meno numeroso, questa invece è una scelta di prendere solo, il top 250 most cited researchers in a particular subject area. For 21 broad subject areas as defined by ISI, this list when complete will contain the names of more than top 5000 authors. In realtà la lista ne contiene meno (4500 nel 2004, e ora anche meno). La logica di base è sempre la stessa ovviamente di H-index --- individuare gli individui altamente citati, sulla base dell'ipotesi che il fatto di essere molto notati dai peers sia un segno di grande riconoscimento, indicazione di possibili premi importanti. E' stato notato che gli ISI sono concentrati sopratutto in USA (3082 su 4500! HCR nel 2004), molto dopo gli UK (354) e decima soltanto l'Italia con solo 32 (sempre nel 2004) ossia l'1% del totale di HCR. Non abbastanza sicuramente.

(da Basu, Aparna."Using ISI's' Highly Cited Researchers' to obtain a country level indicator of citation excellence." Scientometrics 68, no. 3 (2006): 361-375)

 Intanto, a mostrare che il numero di HCR correla bene con la produzione in generale, ecco un grafico da Basu et (2006)
Correlazione (quadratica) tra % produzione mondiale di articoli e numero di HCR (da Basu, Aparna."Using ISI's' Highly Cited Researchers' to obtain a country level indicator of citation excellence." Scientometrics 68, no. 3 (2006): 361-375) 

Notare che l'algoritmo è cambiato a partire dal 2014: invece di basarsi sulle citazioni totali (che lo facevano somigliare di più all'H-index probabilmente), ora si basa sui cosiddetti Highly Cited Papers (ranking among the top 1% most cited for their subject field and year of publication—between 2002 and 2012) compiled by Essential Science Indicators. Il numero di HCR è sceso a poco più di 3,000 authors in 21 main fields of science and the social sciences. Si veda qua.   Il contributo italiano nella nuova edizione è salito in percentuale, ci sono 44 / 3100 HCR = 1.42%, certo una crescita -- vedi anche qua, maggiore della crescita media della produzione italiana.




Quindi entrano anche dei giovani che scrivano diversi articoli "hot".  Ma come tutte le scelte, sono opinabili, e comunque, soggettive.

Siamo andati comunque a verificare, per curiosità, gli H-index degli ISIHighlyCited italiani (attuali o passati, vecchio e nuovo algoritmo), che sono quindi elencati nel cosiddetto Gruppo2003, e sono 77.

Ci sembra di poter confermare che è difficile sostenere che H-index non significhi nulla.... Tutti gli ISI Highly cited sono "Top Italian Scientists" secondo la definizione di Via-Academy, ossia hanno H-index Google Scholar >30.  Certo alcuni superano la soglia di poco (molto probabilmente i giovani new entries e quindi hanno scritto pochi lavori che hanno già raccolto molte citazioni, gli Hot Papers su cui si basa il nuovo algoritmo.

Ovviamente non vale il viceversa, in quanto solo 50 sono ISI Highly cited, mentre 4000 sono i Top Italian Scientists.  Ossia circa 1%.   Tuttavia, più si sale con H-index, e più è probabile appartenere ad entrambe le categorie:- infatti ci sono 166 TIS con GS H>100 mentre sono 20 tra gli ISIhighlycited, ossia il 12% (probabilmente in prevalenza quelli con il vecchio algoritmo). Le rimanenti incongruenze probabilmente dipendono dal fatto che ISI ha comunque sempre contato solo i lavori di una decade, e ora solo gli hot papers, e dalla non disambiguazione su ambiti scientifici. 

Ma basarsi solo su H>threshold, perlomeno in prima battuta, non ha poco significato, se si vuole valutare un campione più largo dei soli HCR.  E comunque, la scelta è più semplice, e da ingegnere, quando non si dispone di dati "migliori", meglio una misura che nulla.   E poi esistono dati e algoritmi perfetti?  Dubito.  Persino il premio Nobel, spesso, viene contestato.

Persino la ISI ha creato una sottolista, “Hottest Researchers,”determined by the number of Hot Papers published over the preceding two years".  In questo caso è stato notato che "genomics" porta a 12 dei 17 "hottest researchers" e 7 di loro sono di uno stesso gruppo (Eric S. Lander di MIT e Harvard).  Quindi ci sono dei pattern di numerosità di papers che dipendono dall'argomento che non si possono escludere nemmeno per loro;  i rimanenti 5 dei 17, sono in cardiology, materials, and engineering.

Torniamo alla correlazione con gli H-index di Google Scholar.  I dati del gruppo 2003 sono tutti fortunatamente o quasi su Google Scholar.  

La distribuzione che si ottiene ha questi dati statistici principali sull'H-index degli appartenenti al Gruppo 2003.  N.B. Non tutti i soci gli HCR sono soci di Gruppo 2003.:-

Mediana 67
Min 31
Max 170
Mean 75.3
StandardDeviation 30.4
Skewness 0.78
Kurtosis 3.05

e questo è l'istogramma della distribuzione, piuttosto simile ad una Rayleigh o una Weibull.
H-index

WeibullDistribution[2.66, 85]
H-index


Naturalmente la discussione su H index e come perfezionarlo è sempre viva, e un link interessante su m-quotient: Accounting for varying lengths of academic careers, g-index: Accounting for highly-cited papers, Contemporary h-index: Accounting for active versus inactive researchers, Individual h-index: Accounting for differences in co-authorship patterns, la trovate qua.

Ecco comunque i valori completi di GS H-index per il Gruppo2003.

Soci GRUPPO 2003

Oltre ai soci Fondatori, l'associazione contempla l'esistenza di soci Ordinari, soci Onorari e soci Sostenitori.

Fondatori

Ordinari

1612 Highly Cited Researchers (h>100) according to their Google Scholar Citations public profiles

A parte l'esercizio di Via-ACADEMY, dalla cui lista (per la parte ingegneria) nasce questo blog, la comunità europea ha finanziato nel 2010 un progetto (ACUMEN) per trovare gli scienziati con H-index>100.  Qua.  Purtroppo non li vedo divisi per area, quindi poco di interesse per ingegneria, a meno di non studiare la lista a fondo.  Ho incrociato i dati con Via Academy, e dei 193 italiani TIS, solo 103 sono nella lista ACUMEN, quindi probabilmente la lista è in difetto di un fattore 2.

Di conseguenza, stimo che 103/1612 circa il 6% degli scienziati più citati su Google Scholar è italiano. Mi pare un risultato straordinario, molto migliore del ca.1-2 % degli ISI Highly Cited (ora Most Influencial Minds)!   Ringrazio Luca Boscolo per l'analisi dei dati Via-Academy.

Da notare che la lista ovviamente non coincide con quella degli ISI - HighlyCited scientists di Thomson-Reuters, che per l'Italia sono ca.50, qua, il cui algoritmo non è identico (si misurano i papers più citati di un periodo recente, 10 anni), e non l'integrale come fatto per H>100, che infatti è vinta da un personaggio famoso ma da lungo deceduto, Sigmund Freud!

Approfondiamo i dati nei prossimi giorni.  Purtroppo non è chiaro perchè sembra che i TIS italiani (anche depurati di questo fattore 2) ossia il 6% dei totali, siano 3 volte più numerosi in percentuale degli ISI highlycited ossia 1-1.5%.  Che ci sia una concentrazione in alcune materie (magari la fisica sperimentale con il CERN, in cui in Europa ci sono lavori a moltissimi nomi che alterano il dato H-index?

To be continued.   La lista dei 193 TIS con H>100 è qui allegata.

academic h-index nation area Italian_Institution Second_Inst Macroarea
Carlo Croce 203 USA cancer - medicine Ferrara Biomedical Sciences
Gianmario Sambuceti 180 Italy cardiology Genova Biomedical Sciences
Alberto Mantovani 170 Italy immunology - medicine HUMANITAS University IRCCS Humanitas Biomedical Sciences
Daniela Bortoletto 162 UK physics Experimental HEP & Astrophysics
Giorgio Apollinari 161 USA physics Experimental HEP & Astrophysics
Napoleone Ferrara 159 USA cancer - medicine Biomedical Sciences
Giuseppe Remuzzi 153 Italy nephrology - medicine Mario Negri Clinical Sciences
Angela Barbaro-Galtieri 153 USA physics Experimental HEP & Astrophysics
Giuseppe Della Ricca 153 Italy physics Trieste INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giovanni Busetto 150 Italy physics Padova INFN Experimental HEP & Astrophysics
Patrizia Azzi Bacchetta 150 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Paola Giannetti 148 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Alessandro Cerri 145 UK physics Experimental HEP & Astrophysics
Giorgio Chiarelli 143 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giovanni Calderini 143 France/Italy physics Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Mauro Dell'Orso 143 Italy physics Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Sandra Leone 141 Italy physics INFN Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Manuela Campanelli 140 USA physics Experimental HEP & Astrophysics
Giorgio Trinchieri 140 France/USA immunology - medicine Biomedical Sciences
Dario Bisello 138 Italy physics Padova INFN Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Branchini 138 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Nicola Turini 137 Italy physics Siena INFN Experimental HEP & Astrophysics
Alessandro Sette 137 USA immunology - medicine Biomedical Sciences
Luca Lista 137 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Pier Paolo Pandolfi 137 USA cancer - medicine Torino Biomedical Sciences
Stefano Giagu 136 Italy physics Roma Experimental HEP & Astrophysics
Mario Giordani 135 Italy physics INFN Udine Experimental HEP & Astrophysics
Andrea Ventura 134 Italy physics Salerno INFN Experimental HEP & Astrophysics
Peter J Schwartz 134 Italy cardiology - medicine Istituto Auxiologico Biomedical Sciences
Paolo Boffetta 133 USA epidemiology - cancer Clinical Sciences
Graziano Bruni 132 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Emilio Meschi 131 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Elio Riboli 131 UK epidemiology - medicine HUMANITAS University IRCCS Humanitas Clinical Sciences
Alessandro De Angelis 131 Italy astrophysics - physics INFN Udine Experimental HEP & Astrophysics
Maurizio Biasini 131 Italy physics Perugia INFN Experimental HEP & Astrophysics
Michelangelo Mangano 130 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Antonio Colombo 130 Italy cardiology - medicine S. Raffaele Milano Biomedical Sciences
Fabrizio Palla 130 Italy physics INFN Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Maria Maddalena Deninno 130 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Stefano Lami 128 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Silvia Franceschi 128 Italy/France epidemiology - medicine Torino Clinical Sciences
Tomaso Poggio 127 USA computer, neurosciences, social sciences Please Select
Michele Parrinello 127 Switzerland chemistry - physics Chemistry
Riccardo Paoletti 127 Italy physics INFN Siena Experimental HEP & Astrophysics
Alberto Annovi 127 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Francesco Crescioli 127 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Ignazio Lazzizzera 126 Italy physics Trento Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Giacomelli 126 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Guido Tonelli 126 Switzerland/Italy physics Pisa INFN Experimental HEP & Astrophysics
Concezio Bozzi 126 Italy physics INFN Ferrara Please Select
Clara Troncon 126 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Vincenzo Di Marzo 126 Italy pharmacology - neurosciences CNR Biomedical Sciences
Ettore Appella 125 USA immunology - medicine Biomedical Sciences
Michele Livan 125 Italy physics Pavia INFN Experimental HEP & Astrophysics
Sandro De Cecco 124 France physics Experimental HEP & Astrophysics
Silvia G Priori 124 Italy cardiology - medicine Pavia IRCSS Maugeri Biomedical Sciences
Pietro De Camilli 124 USA cell biology - neurosciences Biomedical Sciences
Carlo La Vecchia 123 Italy epidemiology and cancer - medicine Mario Negri Milano Clinical Sciences
Lorenzo Moretta 123 Italy immunology - medicine Gaslini GE Bambin Gesu' Biomedical Sciences
Antonio Lanzavecchia 123 Switzerland immunology - medicine Biomedical Sciences
Francesco Ragusa 123 Italy physics Milano Experimental HEP & Astrophysics
Maria Agnese Ciocci 123 Italy physics Pisa INFN Experimental HEP & Astrophysics
Nicola Cavallo 123 Italy physics Basilicata Experimental HEP & Astrophysics
Giuseppe Bagliesi 123 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Tiziano Camporesi 123 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Francesco Fabozzi 122 Italy physics INFN Basilicata Experimental HEP & Astrophysics
Francesco Navarria 122 Italy physics Bologna Experimental HEP & Astrophysics
Riccardo Dalla Favera 122 USA cancer - medicine Biomedical Sciences
Alberto Ascherio 121 USA epidemiology - medicine Clinical Sciences
Pier Luigi Meroni 121 Italy immunology - medicine Milano Biomedical Sciences
Antonio Ereditato 121 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Fabrizio Fabbri 121 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Roberto Carlin 121 Italy physics Padova Experimental HEP & Astrophysics
Claudia Patrignani 120 Italy physics Genova INFN Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Bartalini 119 China physics Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Laurelli 119 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Massimo Filippi 119 Italy neurology - medicine S. Raffaele Milano Clinical Sciences
Alessandro Moretta 119 Italy immunology - medicine Genova Biomedical Sciences
Giacomo Rizzolatti 119 Italy neurosciences Parma Neurosciences & Psychology
Luigi Ferrucci 118 USA epidemiology - medicine Clinical Sciences
Marco Schioppa 118 Italy physics Uni. Calabria INFN Experimental HEP & Astrophysics
Enrico Tassi 118 Italy physics Uni. Calabria INFN Experimental HEP & Astrophysics
Alessandra Maria Mazzoni 118 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Giacomo Bruno 118 Belgium physics Experimental HEP & Astrophysics
Stefano Veneziano 117 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Lorenzo Bellagamba 117 Italy physics INFN Please Select
Saverio D'Auria 117 UK physics Experimental HEP & Astrophysics
Alberto Lusiani 117 Italy physics Normale Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Sassone-Corsi 117 USA neurosciences Neurosciences & Psychology
Roberto Bolli 116 USA cardiology - medicine Biomedical Sciences
Dario Alessi 116 UK biochemistry Biomedical Sciences
Federico Capasso 116 USA physics - technology Physics
Fabiola Gianotti 116 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Claudiu T Supuran 115 Italy biochemistry - chemistry Firenze Biomedical Sciences
Mia Tosi 115 Italy physics Padova INFN Experimental HEP & Astrophysics
Eleuterio Ferrannini 114 Italy diabetes - medicine Pisa CNR Biomedical Sciences
Francesco Forti 114 Italy physics Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Leonardo M Fabbri 113 Italy clinical - medicine Modena e Reggio Emilia Clinical Sciences
Carlo Dallapiccola 113 USA physics Experimental HEP & Astrophysics
Matteo Negrini 113 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Marcello Abbrescia 113 Italy physics Bari Experimental HEP & Astrophysics
Daniele Bonacorsi 112 Italy physics Bologna INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giovanni Organtini 112 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Tommaso Tabarelli de Fatis 112 Italy physics Milano Bicocca INFN Experimental HEP & Astrophysics
Laura Perini 112 Italy physics Milano Experimental HEP & Astrophysics
Giulia Manca 112 Italy/UK physics Cagliari Experimental HEP & Astrophysics
Attilio Maseri 112 Italy clinical - medicine HSC Onlus Clinical Sciences
Piero Anversa 112 USA mol cell biol - medicine Biomedical Sciences
PM Mannucci 111 Italy haematology - medicine IRCSS Cà Granda Osp. Maggiore MI Biomedical Sciences
LL Cavalli-Sforza 111 USA population genetics Natural & Environmental  Sciences
Elisabetta Dejana 111 Italy cancer - mol cell biology IFOM Milano Biomedical Sciences
Francesco Longo 111 Italy physics Trieste INFN Experimental HEP & Astrophysics
Vincenzo Cavasinni 111 Italy physics Pisa INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giuseppe Latino 111 Italy physics Firenze Experimental HEP & Astrophysics
Guido Volpi 111 Italy physics Pisa INFN Experimental HEP & Astrophysics
Gianluca Alimonti 110 Italy physics Milano INAF Experimental HEP & Astrophysics
Mauro Villa 110 Italy physics Bologna INFN Experimental HEP & Astrophysics
Francesca Cavallari 110 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giorgio Parisi 110 Italy physics Roma Physics
Adriano Aguzzi 110 Switzerland neurosciences - medicine Neurosciences & Psychology
Tullio Pozzan 109 Italy cell biology CNR Padova Biomedical Sciences
Juan Rosai 109 Italy/USA pathology - medicine Centro Diagnostico Italiano Milano Clinical Sciences
Anna Di Ciaccio 109 Italy physics Roma 2 Experimental HEP & Astrophysics
Gian Mario Bilei 109 Italy physics INFN Please Select
Aldo Morselli 108 Italy physics - astrophysics INFN Please Select
Rino Rappuoli 108 Italy/UK pharmacology Chiron Biomedical Sciences
Giuseppe Francesco Tartarelli 108 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Marco Cattaneo 1 108 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Denis Bastieri 108 Italy astrophysics Padova Experimental HEP & Astrophysics
Simonetta Gentile 107 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giancarlo Mantovani 107 Italy physics Perugia Experimental HEP & Astrophysics
Attilio Santocchia 107 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Alfonso Caramazza 107 USA/Italy psychology - neurosciences Trento Neurosciences & Psychology
Vincenzo Barone 107 Italy chemistry Normale Pisa Chemistry
Sergio Romagnani 107 Italy immunology - medicine Firenze Biomedical Sciences
Alberto Sangiovanni Vincentelli 107 USA system engineering - computer sciences Engineering
PG Pelicci 107 Italy cell biology - medicine IEO Milano Milano Biomedical Sciences
Paolo Camarri 107 Italy physics Roma 2 Experimental HEP & Astrophysics
Paolo Spinelli 107 Italy astrophysics - physics Bari Experimental HEP & Astrophysics
Alberto Alesina 106 USA economics Business Sciences
Stefano Pileri 106 Italy haematology - medicine Bologna IEO Milano Biomedical Sciences
Francesco Montorsi 106 Italy urology - medicine S. Raffaele Milano Clinical Sciences
Maurizio Prato 106 Italy chemistry Trieste Chemistry
R Barbieri 106 Italy physics Normale Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Giacomo Polesello 106 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Andrea Giammanco 106 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Leonardo Carminati 106 Italy physics Milano INFN Experimental HEP & Astrophysics
Cecilia Favuzzi 105 Italy physics Politecnico Bari INFN Experimental HEP & Astrophysics
Sandra Malvezzi 105 Italy physics INFN Milano Bicocca Experimental HEP & Astrophysics
Paolo M Comoglio 105 Italy cancer - medicine IRCCS Candiolo Cancer Institute Biomedical Sciences
Enrico Gratton 105 USA biophysics Biomedical Sciences
Fernando Palombo  105 Italy physics Milano INFN Experimental HEP & Astrophysics
Riccardo de Sangro 105 Italy/USA physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Martina Malberti 104 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Fabrizio Margaroli 104 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giulio Gabbiani 104 Switzerland pathology - medicine Clinical Sciences
Maurizio Fava 104 USA psychiatry - medicine Clinical Sciences
Gaetano Thiene 104 Italy cardiology - medicine Padova Biomedical Sciences
Eleonora Luppi 104 Italy physics INFN Ferrara Experimental HEP & Astrophysics
Giovanni Zamorani 104 Italy astrophysics INAF Bologna Experimental HEP & Astrophysics
Filippo Giorgi 104 Italy earth sciences ICTP Trieste Natural & Environmental  Sciences
Erminio Costa 104 USA neurosciences Neurosciences & Psychology
Roberto Calabrese 103 Italy physics INFN Ferrara Experimental HEP & Astrophysics
Pasquale Lubrano 103 Italy physics INFN Perugia Experimental HEP & Astrophysics
Nicola Giglietto 103 Italy physics INFN Politecnico Bari Experimental HEP & Astrophysics
Tommaso Boccali 103 Italy physics INFN Pisa Experimental HEP & Astrophysics
Pietro Faccioli 103 Portugal/Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Luciano M. Barone 103 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Biagio Di Micco 102 Italy physics Roma 3 Experimental HEP & Astrophysics
Mario Nicola Mazziotta 102 Italy physics - astrophysics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Claudia Cecchi 102 Italy physics Perugia INFN Experimental HEP & Astrophysics
Livio Fano' 102 Italy physics Perugia Experimental HEP & Astrophysics
Giovanni Gasbarrini 102 Italy clinical - medicine Cattolica del Sacro Cuore Clinical Sciences
Alvio Renzini 102 Italy astrophysics Padova Experimental HEP & Astrophysics
Giuseppe Viale 102 Italy cancer - medicine IEO Milano Milano Biomedical Sciences
Giuseppe Giaccone 102 USA cancer - medicine Biomedical Sciences
Ernesto Carafoli 102 Italy biochemistry - cell biology Padova Biomedical Sciences
Vincenzo Balzani 101 Italy chemistry Bologna Chemistry
Laura Fratiglioni 101 Sweden epidemiology - medicine Clinical Sciences
Paolo Giommi 101 Italy astrophysics ASI Experimental HEP & Astrophysics
Gabriella Pugliese 101 Italy physics Bari INFN Experimental HEP & Astrophysics
Gianluca Cavoto 101 Italy physics Roma INFN Experimental HEP & Astrophysics
Edoardo Gorini 101 Italy physics Salerno INFN Experimental HEP & Astrophysics
Domenico della Volpe 101 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Marco Musich 101 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Roberto Salerno 101 Switzerland physics Experimental HEP & Astrophysics
Stefano Lacaprara 100 Italy physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Maria Elena Monzani 100 USA astrophysics Experimental HEP & Astrophysics
Gino Tosti 100 USA/Italy astrophysics - physics Perugia Experimental HEP & Astrophysics
Claudio Franceschi 100 Italy biochemistry - cell biology Bologna Biomedical Sciences
Sergio Ferrara 100 Switzerland physics INFN Experimental HEP & Astrophysics
Giorgio Bernardi 100 Italy neurology - medicine Roma 2 IRCSS S. Lucia Clinical Sciences

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